L’era del multitasking

Mentre si beve il té, una persona dovrebbe solo bere il té, dice il maestro Zen. Solo che al giorno d’oggi nel frattempo si viene interrotti da aggeggi che emettono ogni sorta di suono elettronico. Leggendo What Was That You Said? (New York Times, 3 novembre) viene in mente la famosa collega work-addicted: “Scriviamo e-mail mentre mangiamo, telefoniamo mente guidiamo, … Continua a leggere

Mi conviene trasferirmi a Porto Rico?

In questo periodo di crisi gli indovini vanno di gran moda. A New York, come é facile intuire, fanno gli straordinari. Il NYT dedica loro un articolo (Money Worries? See a Psychic) dal quale emerge che i tradizionali quesiti sulla vita sentimentale (It used to be always love, love, love) oggi sono sostituiti da domande esplicite sulla situazione economica (Now … Continua a leggere

Il mio scaffale

Oggi ho terminato di racogliere i miei libri su aNobii, dopo aver abbandonato LibraryThing e tenuto la biblioteca personale di Google di scorta. Finalmente il mio sforzo di tenere traccia del libri letti negli ultimi sei anni ha un senso. Per caso, inserendo i libri, ho persino scoperto che uno di quelli presi in prestito l’ultima volta, l’avevo giá letto … Continua a leggere

Il rischio della complessitá

Semplificare semplifica la vita. “É molto piú semplice pensare che il mondo sia semplice” scrive Michele Serra (La Repubblica, 24 settembre 2008) “non fosse che per una circostanza incresciosa per tutti: che non lo é”. Il mondo é complesso, solo che é di gran lunga piú comodo credere e far credere che non lo sia, che si possa sopravvivere con … Continua a leggere

Tempi moderni

La vittima é una figura dilagante nella nostra societá. Sono vittime le figure di spicco della politica che intravedono in qualunque attacco un piano cospiratorio nei propri confronti; sono vittime le madri e i padri dei bambini scomparsi, chi ha perso una persona cara in stragi o incidenti, chi ha subito un torto e chiede un risarcimento. C. Eliacheff e … Continua a leggere

Il lavoratore dipendente

Chi nella sua vita lavorativa non ha conosciuto il c.d. work-aholic? Avendone un esemplare in ufficio, ho deciso di leggere Psicologia delle dipendenza dal lavoro di G. Lavanco e A. Milio. É stato molto utile, devo dire, perché fino a qualche giorno fa era intimamente convinta che il w-a avesse dei pregi, delle caratteristiche positive; che la sua dedizione al … Continua a leggere

Come passare dall’orso al toro?

Si puó pensare all’economia e ai meccanismi che guidano le borse mondiali come a qualcosa di rigoroso, logico, scientifico; o questo era ció che io pensavo fino a qualche anno fa. In passato ero persino arrivata a pensare che l’economica fosse una faccenda seria… Ora é chiaro invece che qualcosa di estremamente pericoloso si aggira nel mercato mondiale: il fattore … Continua a leggere

Compatibilitá

Forse un po’ ingenuamente ho sempre pensato che psicanalisi e religione cattolica non potessero andare d’accordo. E infatti qualche difficoltá c’é, se persino Leonardo Ancona, psichiatra e psicoanalista dichiaratamente cattolico sostiene di essere stato “mobbizzato” all’interno della Spi (Societá psicoanalitica italiana). Che cosa vuol dire, chiede Luciana Sica (La Repubblica, 14 gennaio 2008)? “Vuol dire” risponde Ancona “che ci sono state … Continua a leggere

Io paralleli

Il 3 gennaio é il giorno del mio compleanno, ed é davvero ironico che sul Repubblica di quel giorno sia comparso un articolo di Benedict Carey (New York Times) sul tema del rimpianto. I rimpianti darebbero vita a una serie di Io fantasmi, versioni alternative del nostro Io. Qualche esempio? “L’Io che non ha lasciato gli studi ed é arrivato alla laurea. … Continua a leggere

Sulla maternitá, il patriarcato, l’arte

Elif Shafak, autrice di La bastarda di Istanbul, si interroga sul proprio ruolo di madre, in una societá dove convivono due concezioni diverse della maternitá: quella tradizionale, che considerando la maternitá qualcosa di sacro la idealizza; quella moderna, che restituisce l’immagine di una madre realizzata anche nel lavoro. Nessuna delle due concezioni, peró, secondo Shafak riconosce che essere madre, per quanto … Continua a leggere