Questioni di sguardi

Riprendo il filo del discorso – dopo una lunga pausa – da uno spunto fornitomi da Morgan. Setacciando Google alla ricerca di foto mi sono imbattuta in una immagine di Nick Cave e Blixa Bargeld che Morgan ha pubblicato sul suo blog. É un’immagine nella quale Nick e Blixa si baciano. Se la si apre dal link ci si puó … Continua a leggere

Com’é piccolo il mondo

Semplice modo di dire oppure realtá scientificamente comprovata? Ai tempi dell’universitá uno dei miei docenti era fissato con la teoria degli small worlds, che ha il fascino di sostenere che ciascuno degli abitanti della Terra sarebbe legato a qualunque altro preso a caso da appena cinque altre persone concatenate tra di loro. Per esempio: se mi mettessi in mente di … Continua a leggere

Standard linguistici

Solo settimana scorsa mi sono occupata del punto e virgola mentre Fabioletterario dissertava  sul puntino della ‘i’. Qualcuno porta avanti altri tipi di battaglie ortografico-sintattiche: sono coloro che combattono per rendere piú razionale, uniforme e intuitiva possibile l’url delle pagine web. Sul sito di Darowski si parla diffusamente del motivo per cui gli indirizzi di Last.fm sono più chiari di quelli Amazon. … Continua a leggere

Verso il micro

Quando un fenomeno sociale arriva sulle pagine di un quotidiano significa che ha giá conquistato migliaia, se non milioni, di adepti. Io di solito me ne accorgo a questo punto, perdendomi l’emozione propria del pioniere, di quello che quando apre Il Manifesto  e legge l’articolo di Marina Rossi “Un blog piccolo piccolo” sorride beffardo e non si prende nemmeno la … Continua a leggere

Spunti per una sana autocritica

Il NYT ha dedicato uno spazio, che mi sento di definire significativo, alla rappresentazione che le persone fanno di sé su internet (Stephanie Rosenbloom, 3 marzo 2008). Giá Erving Goffman nel 1959 metteva in relazione le interazioni umane alle performance teatrali. Il dilemma che si trova a dover affrontare chi apre in internet una finestra sulla propria vita é quello … Continua a leggere

Perché leggiamo?

Me lo chiedo spesso. O meglio, mi chiedo perché la gente non legge: come fa a farne a meno? Il punto, capisco leggendo il pezzo di Motoko Rich, e un altro: per queste persone non é scoccata la scintilla che ha reso altre – me per esempio – non solo amanti della lettura, ma persino dipendenti. “Cos’e che puó trasformare un … Continua a leggere

Che posto é questo?

Questa é la casa dove ho vissuto i primi 12 anni della mia vita. Non ci sono mai piú tornata ed é emozionante vederla dall’altro, grazie alla tecnologia messa a disposizione da Google. C’é ancora il prato a nord, e il parcheggio, e le case popolari, e la scuola. La mia casetta… Devo aver giá confessato da quache parte la … Continua a leggere

Essere o non essere (un genio)

Da piccola sognavo di essere un genio. Mi sentivo incompresa nelle espressioni del mio talento, e dicevo mentalmente ai miei detrattori: “Un giorno ve ne pentirete. Quando saró famosa, mi cercherete sostenendo di conoscermi ma io negheró di avervi mai incontrati”. Avevo sí e no otto anni, e scarabocchiavo con grande vigore e ispirazione soggetti astratti. Il mio modello era … Continua a leggere

Un po’ di romanticismo…

Vi prego, non ditemi che non é vero niente, che ho creduto a una fiaba metropolitana rivelatasi poi completamente falsa. Perché, insomma, ogni tanto mi capita di prendere una sbandata romantica e dar credito a quelle storie che sembrano impossibili. Se la storia di Patrick Moberg e della “girl of my dreams” non é vera, non lo voglio sapere. La vicenda … Continua a leggere