Strategie di marketing

Gentile Dott. Augias,

non so se lei abbia avuto modo di imbattersi in due libri ampiamente promossi in questo periodo. Mi riferisco a “La separazione del maschio” di Francesco Piccolo e “La prova del miele” di Al-Neimi Salwa, le cui copertine sono comparse anche sulla prima pagina de La Repubblica. Sono copertine che non passano inosservate, avendo in comune il fatto di rappresentare una donna nuda: la prima di profilo senza testa, la seconda di schiena. Il volto di queste due donne, evidentemente, non è un elemento di rilievo; è comunque meno significativo del loro pelo pubico o delle loro natiche, esibiti senza pudore.7371600009.jpg

Prima di proseguire preciso di avere già scritto a Einaudi, editrice del primo libro, senza avere ricevuto risposta. Nella mia e-mail riferivo di aver trovato la scelta di mettere una donna nuda in copertina di estremo cattivo gusto; credo che di nudi se ne vedano a sufficienza, e se già sono discutibili quando utilizzati per vendere beni voluttuari penso che siano del tutto inammissibili quando il prodotto è un libro – e non importa se si parla di sesso o di erotismo, come evidenziato a chiare lettere. Nonostante il contenuto esplicito stiamo ancora parlando di un romanzo e non di un calendario…

So che per vendere i corpi nudi attirano più di qualunque altra immagine, ma si tratta, a mio modesto avviso, di una strategia di marketing datata e di basso profilo. Personalmente da editori come Einaudi e Feltrinelli mi aspetto che, quantomeno, facciano proprio il principio in base al quale è più erotica l’evocazione che non l’ostentazione.

Sono francamente sfinita da tutti i corpi di donne nude che spuntano da ogni angolo, quasi che l’anatomia femminile sia un mistero oscuro ai più e la memoria dei maschi tanto corta da dover essere costantemente ravvivata. Da questa base di partenza mi chiedo: è proprio necessario schiaffare il nudo sulla copertina di un romanzo, e in seconda battuta sulla prima pagina di un quotidiano? Quelle copertine faranno vendere più copie a tutti? E soprattutto: vale la pena ricorrere a questi mezzi per promuovere prodotti culturali? Non si rischia che di culturale questi prodotti abbiamo sempre meno?

Sono certa che qualcuno chiamerà a difesa la presunta connotazione artistica di un certo tipo di nudo. Mi chiedo quale sia il limite tra pornografia e nudo artistico, e se questo limite non venga troppo spesso spostato a beneficio di chi intende spacciare la prima per la seconda. E comunque sono già passati 35 anni da quando John Berger sfatava il mito della componente artistica del nudo riconducendola allo sguardo di chi queste opere le commissionava e le collezionava; e si trattava invariabilmente di uomini… Per quanto riguarda le donne, Berger cercava anche di spiegare per quale motivo accettano passivamente che il loro corpo venga esposto e mercificato senza opporre resistenza – se non in quale caso isolato – ravvisando in questo comportamento una delle tante modalità con le quali le donne assumono il punto di vista degli uomini e vi si adeguano.

Berger proponeva anche un esperimento: prendere un nudo “artistico” e sostituire l’immagine della donna con quella di un uomo; si potrebbe provare anche con la copertina del libro di Piccolo e chiedersi perchè non è esattamente la stessa cosa…

Cordiali saluti.
Lettera firmata

Strategie di marketingultima modifica: 2008-11-14T20:44:36+00:00da elinc
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2 pensieri su “Strategie di marketing

  1. ciao, la scomparsa di Richard è quasi passata inosservata, non perchè i Pink non siano amati, sono tutti leader e non spariranno mai, ma questo mondo ormai non si scompone più per niente…
    Quanto alla tua quaestio, credo anch’io che non sia la stessa cosa, per lo stesso motivo che qualcono ha pensato di scrivere “La bella e la bestia” e non il contrario… buon w.e.

  2. Condivido e apprezzo…Credo che per capire bene il fenomeno veline questa “…ravvisando in questo comportamento una delle tante modalità con le quali le donne assumono il punto di vista degli uomini e vi si adeguano” potrebbe bastare…E non mi conforta.

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